Mi ricordo… l’Estate Roccana!

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Mi ricordo… l’Estate Roccana!

Mi ricordo l’infanzia trascorsa a Roccamonfina, quando il periodo più bello dell’anno era l’arrivo dell’estate: la processione della Calata di Sant’Antonio annunciava la fine del periodo scolastico e dava l’inizio alle vacanze estive.

Il verde e gli amici

Ricordo il verde che riempiva tutto il paesaggio e l’aria fresca che arrossava il viso nelle corse in bicicletta. Pedalare nella luce del cielo estivo col sole che faceva capolino tra le chiome dei castagni dava la sensazione di essere liberi e di vivere come in un film.

Ricordo poi i pomeriggi trascorsi nella villa comunale, tra le goccioline della fontana portate dalla brezza estiva e l’odore resinoso dei tigli.

Mi ricordo… l’Estate Roccana!

Bastava poco per divertirsi e la compagnia non mancava mai: oltre agli amici del posto, l’estate riportava a Roccamonfina tutti coloro che svernavano altrove per lavoro e i turisti affezionati al fresco ed alla quiete del nostro vulcano.

Come una famiglia allargata ci si riuniva tutti nel salotto buono che era Piazza Nicola Amore.Mi ricordo... l'Estate Roccana!

L’estate roccana

Un altro motivo per cui attendevo il periodo estivo tutto l’anno era l’estate roccana: tanti eventi ed attività, spettacoli e divertimento.

Ce n’era per tutti i gusti: per grandi e piccini, divertimento e cultura.

Nei giorni di festa c’erano gli spettacoli musicali con gli artisti più affermati, in altre serate la musica tradizionale con chitarre, mandolini, tamburelli e note familiari.

Non mancavano i giochi tra le contrade, la corsa dei carruocioli, i tornei di tressette e briscola, gli scacchi e qualche caccia al tesoro.

Ma l’evento più atteso, soprattutto per i più piccoli, era la sfilata dei carri allegorici che a ferragosto riempiva di colori e di gente la piazza: enormi scene che raccontavano eroi, sogni, posti immaginari e vita reale.

Ricordi di un’estate

Mi ricordo… l’Estate Roccana!

Ogni estate scorreva serena tra i giochi, il divertimento e le cotte estive.

Le corse in bicicletta prima e con i motorini poi; le partite a calcetto: le chiacchierate sulla scalinata del bar; la fila in gelateria che non sai mai che gusto prendere; la discoteca alle terme…

Un periodo spensierato che culminava nei fuochi d’artificio la sera della Salita di Sant’Antonio, che chiudeva ogni estate roccana: come tutti i vacanzieri anche il Santo tornava alla sua dimora e si scambiava i saluti con l’ospitale San Rocco.

E il giorno dopo i ragazzi ripensavano alla scuola mentre gli adulti si preparavano all’arrivo della regina dell’autunno: la castagna di Roccamonfina.

Rocco Iannalfo

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