La Calata e la Salita di Sant’Antonio da Padova

 

La calata e la salita di Sant'Antonio da Padova

La Parrocchia di Roccamonfina ha due santi patroni: Sant’Antonio da Padova e San Rocco. Inoltre la popolazione è molto devota alla Madonna dei Lattani, che si trova nell’omonimo Santuario ed è patrona di tutta la Diocesi di Teano-Calvi.

La festa patronale dedicata al Santo di Padova si svolge in due momenti: la Calata di Sant’Antonio e la Salita di Sant’Antonio.

La Calata di Sant’Antonio

La Calata e la Salita di Sant'Antonio da Padova

La Calata di Sant’Antonio si svolge tradizionalmente l’ultimo martedì del mese di maggio: consiste in una processione che parte dal Santuario dei Lattani e giunge fino alla Chiesa Collegiata di Roccamonfina, passando per la frazione Gallo.

La statua del Santo di Padova viene portata in processione accompagnata dai fedeli e da varie confraternite, e all’arrivo si ferma nella Chiesa di Santa Maria Maggiore dove resterà fino alla data della Salita. In molti tratti del cammino la processione viene salutata da fuochi d’artificio e una banda musicale la segue per tutto il percorso.

La Calata inoltre è stata sempre accompagnata da un considerevole numero di Confraternite: anticamente erano presenti le sei del Comune di Roccamonfina, ma anche quelle provenienti da comuni e frazioni limitrofe quali Conca della Campania, Marzano Appio, Campagnola, Tuorofunaro, Tuorocasale, ecc.

In occasione della Calata di Sant’Antonio in passato si svolgeva una fiera nello spazio antistante il Convento. Oggi sono di solito presenti bancarelle con dolciumi, prodotti locali e giocattoli.

Durante la processione, la statua del Santo fa una sosta nella frazione Gallo e davanti alla Chiesa di San Michele Arcangelo ha luogo la tradizionale ammessa, un’asta per attribuirsi l’onore di portare a spalla la Statua fino a Roccamonfina. Il ricavato e le offerte dei fedeli vengono utilizzate per le spese dei festeggiamenti.

Durante la sosta a Gallo di solito si svolge una gara di fuochi d’artificio: tutti i fedeli si godono lo spettacolo e ci si confronta su quale delle ditte in gara abbia presentato la migliore batteria di fuochi.

In caso di pioggia la processione accelera il passo perché secondo la tradizione popolare se la statua del Santo entrasse all’interno della Chiesa di San Michele Arcangelo a Gallo, non farebbe più rientro al Santuario. Probabilmente questa storia origina dalle antiche rivalità tra le varie contrade, in quanto non è veritiera e in ogni caso il Santuario fa parte della Parrocchia di Gallo.

All’arrivo a Roccamonfina, prima di entrare in piazza, da una campana sospesa in alto discende la statua di un angioletto che precede il Santo nel giro che effettua in Piazza Nicola Amore, dove al termine di un altro spettacolo pirotecnico, la statua entra nella Collegiata di Santa Maria Maggiore.

La Salita di Sant’Antonio

La Calata e la Salita di Sant'Antonio da Padova

La Salita di Sant’Antonio si svolge invece l’ultima domenica del mese di agosto e pone tradizionalmente fine all’Estate Roccana.

Dopo il soggiorno estivo nella Collegiata di Santa Maria Maggiore la Statua del Santo di Padova viene riaccompagnata in processione al Santuario dei Lattani, dove resterà fino alla successiva Calata.

La Salita è di solito meno sfarzosa della Calata, in quanto i fedeli sono tristi di salutare il patrono: l’arrivo in paese ha un’accezione più gioiosa.

Però la Salita ha un momento solenne in cui vi è il saluto tra Sant’Antonio e San Rocco: entrambi vengono portati in processione per il perimetro della piazza per poi ritornare davanti alla Chiesa.

Durante il saluto le due statue vengono poste l’una di fronte all’altra e si fronteggiano nel silenzio della piazza che assiste al commiato. Poi San Rocco rientra in Chiesa per restare col popolo roccano in attesa della prossima visita di Sant’Antonio che riprende il cammino verso il Santuario.

Fedeli, musica e fuochi accompagnano il cammino del Santo di Padova e vengono celebrate due funzioni religiose, una in paese con San Rocco e una al Santuario all’arrivo della processione.

L’origine della festa

La proposta di eleggere come patrono del paese il glorioso Santo Antonio de Padua, la cui statua era custodita nel Santuario dei Lattani, fu effettuata il 27 ottobre 1631 da tutti i Sindaci, riuniti in Consiglio Plenario.

Il 18 dicembre 1632 l’Università di Roccamonfina ottenne il definitivo privilegio dell’autorità ecclesiastica di poter festeggiare il santo nel giorno della sua festività che si celebra il 13 giugno, portando in processione la statua solo nei dintorni del Santuario.

Nel 1636 Papa Innocenzo XI, su richiesta dei cittadini, concesse al Comune la facoltà di portare, il sabato precedente l’ultima domenica di agosto, la sacra immagine dal Santuario dei Lattani alla Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore: la domenica mattina, dopo il giro processionale per la piazza del paese, la statua ritornava al Santuario.

Da una delibera del 28 aprile 1860 del Decurionato del Comune di Roccamonfina si può rilevare che la statua di Sant’Antonio veniva portata nella Collegiata la prima domenica di maggio, per risalire al Santuario l’ultima domenica di agosto.

Mancano però i documenti storici attestanti il motivo che ha determinato il trasporto del Santo l’ultimo martedì di maggio: si può presumere che questa prassi sia stata introdotta per solennizzare ed onorare la secolare tradizione dei tredici martedì di Sant’Antonio, praticata dal popolo cristiano in tutto il mondo. Dall’ultimo martedì di maggio all’ultima domenica di agosto, intercorrono precisamente tredici martedì.